RIVISTA DELL’AUTORITÀ GARANTE
PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

Editoriale

Quello che possiamo capire con l’ascolto

Marina Terragni
Si possono capire molte cose, ascoltando attentamente le ragazze e i ragazzi. I “trucchi” per non ammalarsi di digitale (un pusher che ti segue ovunque, una slot machine sempre in funzione, che dà dipendenza come il tabacco): su questo tema la posizione magistrale tocca a loro. E il bisogno di relazioni sincere e profonde, in mancanza delle quali ci si affida all’“amico” AI. Ma la cosa che sorprende di più, quando li ascolti, è il loro grandissimo bisogno di famiglia, dichiarato in ogni circostanza. La famiglia è saldamente al centro della loro economia affettiva.

La gente ha paura di noi.
Ma io non sono cattivo

Ahmed ha 17 anni. Nato in Egitto, oggi vive nella comunità di accoglienza Kayròs guidata da don Claudio Burgio a Vimodrone (Milano), messa alla prova dopo otto mesi di Beccaria. L’outfit è classicamente maranza. Per lui maranza va bene: berretto finto Gucci, borsello fake Vuitton, mano di Fatima al collo. Ha fatto un bel po’ di guai, spaccio e furti: «Cellulari, collane d’oro. Ma solo a uomini. Toccare una donna è come toccare mia madre». All’inizio sua madre le mancava molto, ora si è abituato. Aveva appena 12 anni quando è partito. LEGGI >>
Mahmood - Elaborazione su foto di Giulia Bersani
Elaborazione su foto di Giulia Bersani

Intervista

SECONDE GENERAZIONI
Mahmood: “Cosa chiedono? Di essere viste”
Mahmood - Elaborazione su foto di Giulia Bersani
Elaborazione su foto di Giulia Bersani

«Sono cresciuto in periferia, in un contesto dove le differenze culturali, economiche e sociali le respiri ogni giorno. Il disagio dei ragazzi di seconda generazione non è una novità: esiste da tempo». A parlare è Mahmood, al secolo Alessandro Mahmoud, nato a Milano nel 1992, cantautore e paroliere vincitore di due edizioni di Sanremo.  LEGGI >>

Foto di Marilla Sicilia/Mondadori Portfolio

Intervista

VINICIO MARCHIONI
I ragazzi di periferia oggi sono troppo soli

«Oggi le periferie delle grandi città non sono più i “grandi paesi” che erano le vecchie borgate fino agli anni ’80, dove vigeva uno stato sociale molto radicato, in cui in assenza di genitori c’erano i vicini di casa a guardarti, accudirti, sgridarti o farti da mangiare». Sono parole di Vinicio Marchioni. L’attore e regista racconta la sua adolescenza in borgata a Roma e la realtà dei giovani di oggi.  LEGGI >>

Io bullizzata.
Come uscire dal silenzio

Cinzia Santarsiero
Una piccola scuola di provincia, una richiesta di mediazione inserita nella cassettina delle segnalazioni, un incontro capace di intercettare e trasformare una situazione potenzialmente destinata ad alimentare dinamiche di bullismo basate sul pregiudizio e l’isolamento sociale. Teresa chiede di incontrare la compagna di classe, Susanna, nello spazio di mediazione. L’invito viene accolto e le due ragazze si ritrovano di fronte a un’équi­pe mista di mediatori, composta da studenti e insegnanti, in cui la presenza adulta resta volutamente discreta, sullo sfondo. LEGGI >>

Illustrazione di Annee Schwank, 2018
Illustrazione di Annee Schwank, 2018

Conversazione

ADRIANO GIOTTI
Facevo il bullo per non essere bullizzato

Il regista e scrittore da ragazzino ha compiuto atti di bullismo. “Scherzi, ma comunque pesanti. Me ne pento. Comportamenti che nascevano da un’idea di mascolinità tossica insegnataci da piccoli. Ma anche un modo per farmi accettare”. LEGGI >>

Liberi dalle Big Tech

Il digitale? «Usarlo, ma non esserne usati». Claudio Corsano ha 24 anni, è di Genova. Ha vissuto da minorenne una vicenda comune a tanti ragazzini entrati in contatto con il digitale fin da piccoli. Questo finché non ha avuto una sorta di risveglio, non la pillola rossa di Matrix ma una progressiva e ricercata presa di coscienza, che gli ha fatto vedere il mondo da una prospettiva diversa. Quella di una vita libera dal facile richiamo progettato dalle Big Tech. Libera dall’ansia da connessione e dalle icone colorate, lì a portata di mano, che ti promettono tutto e subito. LEGGI >>

Illustrazione di TRE ICS, Periferie interiori. Quella estate, 2026, acrilico spray e stencil
Illustrazione di Madalene May Folco, 2026 - ISS Rossellini

Intervento

GIOVANI E DIGITALE
“L’IA è un amico perché mi ascolta”

Giuseppe Lavenia

Ragazzi e ragazze anche molto giovani costruiscono con l’intelligenza artificiale una relazione che somiglia pericolosamente a un legame affettivo. Confidente, amico, a volte persino “psicologo”. L’IA non cura davvero, ma risponde. Sempre. Senza interrompere. Senza sbuffare. Senza dire “esageri”. Soprattutto, senza giudicare. LEGGI >>

Avrei voluto un amore
e ridere insieme

Gioia oggi ha 17 anni. Ne aveva appena 14 quando è iniziata la sua storia con M. Una brutta storia: Gioia (nome di fantasia) sta ancora lavorando sul trauma. Quello che è capitato a Gioia sta accadendo a molte ragazze: la perdita di connessione con il proprio corpo e i propri desideri autentici per compiacere un immaginario sessuale maschile formato sulla pornografia online, a cui oggi si accede fin dalla più tenera età. LEGGI >>

Illustrazione di CUFRINI, particolare di GPOINT, 2007, smalto su tela

Numeri

ADOLESCENTI
Credono nell'amore ma si informano (anche) con il porno

Il 45% degli under 15 non ha avuto esperienze sessuali. La prima volta avviene per curiosità ma anche per desiderio di intimità. Una lettura dell’indagine di Ipsos per Save the Children. LEGGI >>

Illustrazione di Madalene May Folco, 2026 - ISS Rossellini

Intervento

TIKTOK, INSTAGRAM & CO
Il corpo digitale nell'adolescenza

Sara Iannattone

I social media hanno offerto agli utenti il confronto con un corpo ideale che però entra in conflitto con quello reale. Una condizione pericolosa per preadolescenti e adolescenti in fase di trasformazione. LEGGI >>

Intervento

TEATRO
Volere un seno grande a otto anni
Monica Capuani
La sessualizzazione sempre più precoce espone le bambine a modelli pornografici. L’attrice Lucia Mascino porta nei teatri italiani un monologo, scritto da Monica Dolan e tradotto da Monica Capuani, con la regia di Serena Sinigaglia. LEGGI >>

Non avete capito chi siamo veramente

Come si vedono rappresentati gli adolescenti: lo spiegano 15 studenti di una scuola superiore romana a proposito del loro rapporto con genitori, insegnanti e altre persone. “Non ci ascoltano, ci etichettano e non si sforzano di capire di che cosa abbiamo bisogno”. LEGGI>>

Illustrazione di Andrea Cocchinone, 2026 - ISS Rossellini

Intervento

DIZIONARIO IMMAGINARIO
Le parole urgenti
Chiara Zanchi
Come può una linguista restituire il senso complessivo di tre diverse edizioni del Dizionario immaginario dei ragazzi e delle ragazze 2023, 2024, 2025? Non si tratta solo di analizzare le parole scelte dal punto di vista linguistico, ma di coglierne la dimensione soggettiva, propria di ogni uso del linguaggio. Questi dizionari sono una forma di autorappresentazione particolarmente significativa perché legati a una fase cruciale della vita: la crescita. LEGGI >>
AUTORITÀ GARANTE
In ascolto di ragazze e ragazzi

Essere in-dipendenti. È questo il tema che i 40 componenti della Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza stanno affrontando nel corso degli incontri. L’organismo di partecipazione dell’Agia si è insediato il 23 febbraio a Firenze e riassume in sé l’eredità di due precedenti esperienza analoghe: la Consulta delle ragazze e dei ragazzi e il Consiglio nazionale delle ragazze e dei ragazzi. LEGGI >>